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La radice quadrata della vita
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Carimali, Lorella - Carimali, Lorella

La radice quadrata della vita

[Milano] : Rizzoli, 2018

Abstract: «La matematica è una palestra in cui l'errore non è un fallimento ma una tappa nel viaggio che porta alla soluzione. Certo, puoi sbagliare, ma puoi sempre recuperare.» Se la vita ti pone un problema, i numeri possono darti la soluzione. Donatella ne è fermamente convinta quando, fresca di laurea in Matematica, sceglie di dedicarsi all'insegnamento. Sono gli anni Settanta, per amore ha lasciato Milano trasferendosi a Catania, e l'incontro con la scuola è dirompente. Certa che la risposta giusta non sia mai quella che si ha in tasca, Donatella è una prof fuori dagli schemi: alle sue alunne e ai suoi alunni che vedono solo le regole spiega che la matematica è creatività e che un piano può anche essere una superficie sferica, basta solo spostare il punto di vista. Capire la matematica, in fondo, è come capire un'opera d'arte: ci vogliono fantasia e spirito libero.Quarant'anni dopo, a un passo dalla pensione, Donatella fa un altro incontro che le resterà nel cuore: quello con Bianca, una giovane prof di italiano e latino alla prima supplenza, che entra nel suo stesso liceo con gli occhi pieni di speranza e preoccupazione. I ragazzi, ne è certa, la guarderanno come guardava lei i supplenti quando era sui banchi: è questa la sua prima sfida, e non ha idea di come affrontarla. Ma non sarà sola nell'avventura che la aspetta, Donatella sarà la sua compagna di viaggio dentro e fuori dalla scuola. Divisa tra le tradizioni familiari del padre iraniano e i propri desideri, Bianca troverà nella collega più esperta una guida che la condurrà per mano nel mondo a lei sconosciuto dei numeri, dove imparerà a fare i conti con le emozioni e scoprirà la radice quadrata della propria felicità.

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Utente 27600
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Devo dire che mi aspettavo qualcosa di più profondo. Invece questo libro mi ha deluso per una serie di ragioni.
Per prima cosa il cosiddetto tessuto narrativo, che poteva essere interessante, a mio parere è scritto con un linguaggio che non definirei accattivante, bensì un po' troppo ingenuo: può essere benissimo un libro per adolescenti. Se non fosse che improvvisamente si aprono parentesi matematiche complesse, scritte sì con semplicità ma di cui però risulta poco comprensibile il significato e soprattutto il motivo per cui si aprano: un po' buttate là e gratuite, diciamo.
L'impressione si consolida poi verso la fine del romanzo, in cui la conferenza della collega della protagonista veramente si pone come una nuvola vagante di "sfoggio" scientifico (attenzione: non lo dico in senso sprezzante, assolutamente, anzi: chapeau!). Ho capito, il libro doveva porgerci consigli e suggerimenti validi per stare sereni sempre, grazie all'appiglio della matematica, anche per chi con essa non ha o non ha mai avuto un buon rapporto. Però non mi ha convinto. In tanti sensi.

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