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× Nomi Italia
× Paese Spagna
× Editore Manfrè, Giovanni
× Data 1999
× Nomi Camilleri, Andrea
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× Risorse eBook (MLOL)

Trovati 42076 documenti.

Risultati da altre ricerche: Catalogo delle biblioteche della città di Vicenza

Rebus indecifrabili. Un'indagine dell'ispettore John Rebus
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Rankin, Ian

Rebus indecifrabili. Un'indagine dell'ispettore John Rebus

Longanesi, 18/02/2016

Abstract: JOHN REBUS AL MEGLIOIan Rankin: un autore sempre in testa alle classifiche inglesiNon esiste, nel mondo della crime fiction, un detective dalla personalità affascinante e complessa come John Rebus, un poliziotto irascibile, testardo, solitario, dolorosamente umano. Questo libro ce lo presenta in maniera completa, a partire dai suoi esordi come giovane detective alle prime armi, fino al suo drammatico pensionamento, che non ha chiuso certo le porte alla sua voglia di trovare la verità a ogni costo. Uno dei più brillanti "detective di carta" e al tempo stesso il ritratto di una città, Edimburgo, complessa e perfettamente ricostruita, che trascende la semplice ambientazione thriller.

Prima che torni la pioggia
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Ackerman, Elliot

Prima che torni la pioggia

Longanesi, 25/02/2016

Abstract: "Essere capace di riflettere sulle cose ultime è ciò che trasforma un uomo che scrive in un vero scrittore. Ed Ackerman è uno scrittore di prim'ordine."D - la Repubblica"Elliot Ackerman ha posato il fucile e preso la penna, per ritrovare l'umanità."Vanity Fair"Prima di diventare scrittore, Ackerman è stato un marine e ha combattuto in Afghanistan e in Iraq. Era un ragazzo colto, benestante, e non avrebbe avuto alcun bisogno di arruolarsi. Eppure, dopo l'11 settembre, ha sentito il dovere di farlo e quel che ci restituisce è un racconto di guerra unico, che smonta una ad una tutte le convinzioni che abbiamo su termini come "onore" e "vendetta". Nei Paesi dilaniati dalla guerra, spesso non si combatte né per l'uno, né per l'altra, ma per necessità e, nel caso di Aziz, anche per amore."Roberto Saviano"Un romanzo toccante, forte e crudo: una storia di vendetta, lealtà e amore tra fratelli."Khaled Hosseini, autore del Cacciatore di aquiloni"Un romanzo che rappresenta appieno, con un grande potere immaginifico, l'impatto che decenni di guerra hanno avuto sulla popolazione afghana. Allo stesso tempo si struttura come una sorta di tragedia antica, sui sentimenti di violenza e vendetta che consumano famiglie e tribù generazione dopo generazione."The New York TimesAziz e il fratello maggiore Ali vivono in un villaggio sperduto, sotto le imponenti montagne dell'Afghanistan orientale. Non vanno a scuola, ma la madre insegna loro a leggere e a scrivere, e una volta al mese li manda al bazar, a due giorni di viaggio. Una famiglia povera, ma la loro casa dalle pareti di fango è piena di amore. Il mondo attorno però non lo è e un giorno nel villaggio irrompe un gruppo di uomini armati, segnando per sempre le loro vite. Unici scampati al tremendo attacco, i due ragazzini trovano rifugio in una cittadina dove, prima vivendo di espedienti e poi grazie all'aiuto di un commerciante, cominciano a rimettere insieme la loro esistenza. Compreso nel ruolo di fratello maggiore, con i pochi soldi che riesce a guadagnare Ali decide di mandare Aziz a scuola. Ma gli uomini armati stanno per tornare, e per colpire di nuovo. Una bomba esplode nella piazza del mercato e Ali rimane gravemente ferito. In ospedale Aziz incontra un suo compatriota che indossa un'uniforme dell'esercito statunitense e scopre l'esistenza dello Special Lashkar, un commando afghano alleato a quelli che aveva sempre considerato nemici. È l'unica via per regalare al fratello una vita degna di essere vissuta. Non più ragazzo e non ancora uomo, Aziz si unisce alla milizia. Sarà un viaggio dentro un conflitto brutale e assurdo, in cui faticherà a trovare il suo posto, in bilico tra la voce del cuore e il desiderio di vendetta...

Il grande futuro
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Catozzella, Giuseppe

Il grande futuro

Feltrinelli Editore, 14/01/2016

Abstract: Amal nasce su un'isola in cui è guerra tra Esercito Regolare e Neri, soldati che in una mano impugnano il fucile e nell'altra il libro sacro. Amal è l'ultimo, servo figlio di servi pescatori e migliore amico di Ahmed, figlio del signore del villaggio. Da piccolo, una mina lo sventra in petto e ora Amal, che in arabo significa speranza, porta un cuore non suo.Amal e Ahmed si promettono imperitura amicizia, si perdono con i loro sogni in mezzo al mare, fanno progetti e dividono le attenzioni della affezionata Karima. Vivono un'atmosfera sospesa, quasi fiabesca, che si rompe quando le tensioni che pesano sul villaggio dividono le loro strade. In questo nuovo clima di conflitti e di morte anche Hassim, il padre di Amal, lascia il villaggio, portando con sé un segreto inconfessabile.Rimasto solo, Amal chiede ancora una volta il conforto e la saggezza del mare e il mare gli dice che deve raggiungere l'imam della Grande Moschea del Deserto, riempire il vuoto con un'educazione religiosa. Amal diventa preghiera, puro Islam, e resiste alla pressione dei reclutamenti. Resiste finché un'ombra misteriosa e derelitta riapre in lui una ferita profonda che lo strappa all'isolamento. Allora si lascia arruolare: la religione si colma di azione. L'educazione militare lo fa guerriero, lo fa uomo. Lo prepara a trovare una sposa per generare un figlio. Ma è proprio questo l'unico destino consentito? Qual è il bene promesso? L'avventura di vivere finisce davvero con la strage del nemico?Con leggerezza e pienezza "alla Mark Twain" Giuseppe Catozzella racconta una storia che, attraverso la leggenda, cerca il presente e nel presente si avvita. Con febbrile determinazione.Lì, fuori dallo scafo, le braccia alzate al cielo e gli occhi chiusi, sentivo con la precisione delle cose certe che avrei vissuto in eterno.

Confessione di un assassino raccontata in una notte
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Roth, Joseph

Confessione di un assassino raccontata in una notte

Adelphi, 17/12/2015

Abstract: Questo libro è il "romanzo russo" di Joseph Roth. Vegliati da un orologio di latta, le cui lancette sono ferme o segnano l'ora sbagliata, in un locale di Parigi che è un porto di naufraghi della prima emigrazione russa, alcuni avventori ascoltano una confessione, durante una notte interminabile. E subito siamo irretiti nell'intreccio di un esasperato feuilleton, che è una favola sul Male, sul suo potere ipnotico di spingere le proprie vittime in storie circolari e ossessive, che si stringono lentamente come un cappio. Questo Male metafisico, irriducibile, assume qui una forma peculiarmente russa: come oscura connivenza fra la delazione, il rancore, l'abiezione erotica e l'ansia di espiare, punirsi, confessare. Forse nessun libro ha saputo dare voce, al pari di questo, a un fantasma subdolo e imperioso: quello dell'"erotismo poliziesco". E, con la sua infallibile percezione dei "segni dei tempi", Roth ci ha offerto in queste pagine una delle più convincenti figure del Diavolo moderno: un essere mellifluo e imbrillantinato, che fa l'agente della polizia segreta zarista per passare poi, senza mutare in nulla le sue maniere, a quella di Lenin; un "sussurratore" che guida con dolcezza i suoi eletti in un "inferno profumato". È un inferno dove il protagonista entra di slancio, senza accorgersene, perché la sua soglia è segnata da un nobile sentimento: l'esigenza di una "giustizia assoluta". Ma, in un mondo dove ciascuno non è ciò che è supposto essere, dove "una falsa esistenza, costruita su un nome preso in prestito e rubato" riesce a "distruggere l'esistenza vera, quella reale", dove tutti i pesi sono falsi, dove i documenti falsi garantiscono l'immunità e i documenti veri celano in sé una condanna a morte, dove il legittimo è spurio e l'illegittimo si sente vittima di un complotto e perciò congiura contro i suoi presunti persecutori, in un mondo che sembra essere già di per sé una immane provocazione organizzata da una accorta polizia, la "giustizia assoluta" diventa facilmente la legge dell'inferno. Ma l'inferno non è, come vorrebbero i bigotti, solo un luogo di punizioni: piuttosto è un luogo di voluttà torturanti e di torture voluttuose, che svela con lentezza, con agio, la propria ultima atrocità. Grazie al genio romanzesco di Roth, noi traversiamo in queste pagine quell'inferno come fosse una serie di stanze in un appartamento, sentiamo il suo odore dolciastro, ci soffermiamo sulla carta da parati, avvertiamo l'attrazione del luogo come "qualcosa di caldo, di confuso, di assurdo", che però si offre con piena naturalezza, come se l'impulso più spontaneo fosse quello di abbracciare l'atroce.La "Confessione di un assassino" è il terzo romanzo scritto da Roth in esilio e fu pubblicato per la prima volta nel 1936.

Zipper e suo padre
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Roth, Joseph

Zipper e suo padre

Adelphi, 17/12/2015

Abstract: Il narratore di questo romanzo, che Roth presenta come una "cronaca", conosceva bene il vecchio Zipper e suo figlio: aveva condiviso la loro vita in tempo di pace, in tempo di guerra (la prima guerra mondiale), e negli anni dopo la guerra. All'inizio, il giovane Zipper è solo un compagno di classe lentigginoso, che nomina sempre suo padre, come fonte di ogni autorità; e il vecchio Zipper è un uomo piegato dalla fatica dell'enorme passo che ha compiuto: nato proletario, è diventato piccolo-borghese, e ora difende con le unghie la sua conquista, aggirandosi nella sua vita come fra i sedicesimi scompagnati di una enciclopedia popolare. Il vecchio Zipper voleva disperatamente sapere, perché pensava che il sapere portasse al successo nella vita: ma la sua vita è rimasta misera, e allora tutti i suoi sogni si depositano sul figlio Arnold. E, come sempre, il figlio non corrisponde ai sogni paterni: rispetto al vecchio, ha "un temperamento più malinconico, un cervello più fino e una pelle meno dura". La somiglianza fra padre e figlio è molto più profonda e misteriosa – e a scandagliarla è dedicato questo amaro romanzo. È una somiglianza in qualcosa che li sovrasta, e che si può chiamare destino, ricordando che "nella vita degli Zipper il destino non aveva mai una forza primordiale e prorompente. Aveva il lento, tedioso modo di operare del tarlo". Joseph Roth, che tante volte avrebbe narrato storie dove il destino e la favola si sovrappongono, per una volta ha voluto illuminare l'altra faccia del destino, quella in cui si mostra un ingranaggio oscuro, impersonale, freddo. E lo ha fatto isolando una storia esemplare degli anni di Weimar, gli anni del cinema proliferante, degli sradicati, degli arraffatori, anni dove due generazioni in apparenza lontanissime vennero a confluire nella disperazione e nel fallimento, sulla base della comune esperienza della guerra: "Tutti i vecchi Zipper erano sotto le armi, e i giovani pure. Milioni di Zipper sparavano e morivano, e centinaia di migliaia impazzivano". Questa è una storia di illusioni: quella del vecchio Zipper, che suonando il violino pensa di essere un musicista e approfitta delle pause per "lanciare attorno uno sguardo compiaciuto, come un artista che colga un lontano applauso percepibile a lui solo"; quella del giovane Zipper, che vagheggia l'America, si innamora di una giovane attrice – tipica creatura dei tempi nuovi – e si lascia beffare da lei. Senza saperlo, padre e figlio sono colpiti dalla stessa condanna. E a condannarli è semplicemente il tempo che passa, l'irrompere di un'epoca che li schiaccia. Così il violino amato da Zipper padre torna nelle mani di Zipper figlio: ma ora dovrà suonarlo per fare da spalla a un celebre clown. Alla fine, seduti a un tavolo nella penombra, Zipper e suo figlio sembrano due fratelli: "Entrambi stavano seduti nella sera come in una barca, e veleggiavano lentamente, folli e beati, incontro al medesimo destino".Pubblicato nel 1928, "Zipper e suo padre" viene qui proposto per la prima volta in traduzione italiana.

Tarabas. Un ospite su questa terra
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Roth, Joseph

Tarabas. Un ospite su questa terra

Adelphi, 17/12/2015

Abstract: Nikolaus Tarabas, "ospite su questa terra", è una delle grandi figure romanzesche di Joseph Roth. Ma soprattutto è uno dei rari personaggi della letteratura moderna che rappresenti, immediatamente, un destino. "Io leggo nella sua mano che lei è un assassino e un santo", così dice una zingara al giovane Tarabas – e tutta la sua vita sarà una corrente turbolenta e disordinata, i cui meandri appaiono solo se la si guarda da una certa distanza. Fin dall'inizio Tarabas, giovane russo di agiata famiglia, è in preda alla "indiscriminata passionalità" del suo cuore, a una rapacità vitale che copre una ancor più profonda furia di morte. Tarabas è bello, imperioso e ama sentirsi potente. Ma non ama la vita: vuole solo dominarla, pungolato da un segreto, superstizioso terrore che essa gli incute. Verso le donne è possessivo e prevaricatore; verso gli uomini è insofferente – e al massimo tollera che siano suoi subordinati ubbidienti. La sua unica "patria" sarà la guerra, la crudele, caotica guerra che infuria sulla "frontiera occidentale" dell'Impero russo, nel momento del suo disgregarsi. E nel raccontarci questa guerra, dove Tarabas presto diventa un'incarnazione del guerriero terribile, "despota" devastatore, cacciatore astuto in cerca di vittime, Roth si abbandona come mai altrove al passo grandioso dell'epica. Questo romanzo della sua piena maturità (1934), in cui sembra echeggiare la brutalità che sobbolliva in Europa, è però innanzitutto una abbagliante parabola sulla violenza. Alla violenza collettiva (memorabili pagine sono dedicate allo scatenarsi di un pogrom) si intreccia qui la violenza di un essere come Tarabas, "pozzo profondo e buio", forse il personaggio più affine, in Roth, a certi mirabili 'mostri' del romanzo russo. E, come quei personaggi, Tarabas è capace anche di imprevedibili, stupefacenti metamorfosi. Così vediamo il guerriero persecutore diventare un mite vagabondo, che vaga per le capanne di una campagna dove respira i profumi della sua infanzia, ignoto a tutti. Un immenso pathos agisce qui, ma senza traccia di sentimentalità: la brusca conversione di Tarabas non ha nulla di edificante – e non avviene neppure per una esplicita illuminazione religiosa. Si direbbe invece che in lui – e qui Roth ha, ancora una volta, una trascinante intuizione psicologica – la violenza si denudi progressivamente di fronte a se stessa, fino a scoprire la sua radicale debolezza, la paura e l'odio per la vita che la nutrono. Di quella violenza era stato attore "l'eternamente immaturo Tarabas, a cui i sensi confondevano la testa, che si abbandonava agli eventi come arrivavano: all'omicidio, all'amore, alla gelosia, alla superstizione, alla guerra, alla crudeltà, alla ubriachezza, alla disperazione". La sua silenziosa maturità sopraggiungerà insieme alla morte, quando sarà riuscito a farsi perdonare dal piccolo, vaneggiante ebreo dai capelli rossi che il destino gli aveva indicato come vittima. Tutta l'inestricabile e soffocante matassa dei fatti e delle torture umane sembra lasciare un minuscolo, miracoloso spazio vuoto, che permette di guardarla da fuori, in una luce pacificata.

La verità è che non gli piaci abbastanza
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Behrendt, Greg - Tuccillo, Liz

La verità è che non gli piaci abbastanza

Salani Editore, 17/12/2015

Abstract: Da questo libro il film La verità è che non gli piaci abbastanza (He's Just Not That into You) di Ken Kwapis con Scarlett Johansson, Jennifer Aniston, Drew Barrymore, Ben Affleck e Bradley Cooper."Un fulmineo boom editoriale... Il segreto del successo: ironia e dura franchezza."La Repubblica"Niente banalità consolatorie, niente psicologia da quattro soldi, niente scorciatoie ammiccanti."Washington PostChe cos'è un uomo? La più grande sega mentale della donna! Lui le racconta e tu te le bevi: scuse, bugie, giustificazioni, tutte belle parole, spesso anche profonde e apparentemente sensate. Peccato che vadano a cozzare con le sue azioni, che invece urlano, chiaro e tondo: "Non mi piaci abbastanza!" E se non ci pensa lui a giustificarsi, ci pensi tu, arrovellandoti, ossessionando le amiche, sprecando lacrime e sonno: "Forse non vuole rovinare la nostra amicizia", "Non è colpa sua, ma della sua famiglia", "È troppo preso dal lavoro", "Ha paura di soffrire di nuovo". Scendi dal pero! Il suo comportamento non è strano, non è contraddittorio: se un uomo ti vuole, te lo fa capire. Se non ti vuole, invece cerca di svicolare, si nasconde dietro mille scuse, e magari è capace pure di dare la colpa a te! In questa guida, due sceneggiatori della fortunata serie televisiva Sex and the City, un uomo, ex campione di scuse, e una donna, campionessa in carica di seghe mentali, insegnano come riconoscere le giustificazioni vere da quelle false: un esilarante botta e risposta fra donne in crisi e l'esperto, consigli, rivelazioni ("Gli uomini sanno come funziona un telefono"), divieti ("Non stare altri dieci minuti con lui se noti uno dei seguenti comportamenti..."), aneddoti personali, esercizi pratici, per non perdere altro tempo e smettere di farsi illusioni. Un libro senza mezzi termini, divertente ironico, acuto, e di una franchezza salutare.Il libro-manuale per smascherare le scuse che gli uomini raccontano e le donne si bevono.

La moglie perfetta. I nuovi casi del commissario Balistreri
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Costantini, Roberto

La moglie perfetta. I nuovi casi del commissario Balistreri

Marsilio, 14/01/2016

Abstract: Nel maggio del 2001, a Roma, due coppie, il professore italoamericano Victor Bonocore e la moglie Nicole Steele, il pubblico ministero Bianca Benigni e il marito Nanni. Due matrimoni come tanti, a volte felici, a volte meno. Tra loro una ventenne pericolosa, Scarlett, sorella di Nicole. Intorno, la terra di mezzo del Sordomuto e del Puncicone, gli appalti pubblici, il gioco d'azzardo, l'usura, e la morte atroce di una ragazza, Donatella. Sembra essere l'ennesimo atto di violenza patito da una donna per mano di un uomo violento, l'assassino viene scoperto e giustizia è fatta. O forse no? Quando viene ucciso Victor Bonocore, Michele Balistreri dirige la terza sezione della squadra Mobile e indaga insieme al pm Bianca Benigni. La miscela è esplosiva, le modalità di conduzione dell'indagine contro le sorelle Steele sono fuori dai confini della legge e l'esito è disastroso. L'arresto di Scarlett e Nicole incrina le relazioni tra Italia e Stati Uniti. Tutto finisce male. Nel 2011 una rivelazione inattesa spinge Balistreri a riaprire quel caso rimasto senza colpevoli. Ma se non è tardi per la giustizia, forse lo è per l'amore e per la vita. O forse no.

Piatti da sogno e da incubo. Estratto
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Bay, Allan

Piatti da sogno e da incubo. Estratto

Feltrinelli Editore, 15/12/2015

Abstract: "Non ho mai sofferto di sciovinismo culinario, è la cosa in assoluto più estranea al mio sentire che ci sia. E man mano che la passione cresceva; oltre a imparare a cucinare e a raccogliere ricette italiane, cominciai a raccogliere ricette, spunti, libri e quant'altro della cucina degli altri. Da subito convinto che i piatti si dividano in ben eseguiti e mal eseguiti, e che tutto il resto, il Nostro Territorio, la Nostra Tradizione, i Piatti della Nonna siano inutili sproloqui. Conta solo il talento di un cuoco e la bontà delle materie prime. Fra una mediocre pasta o risotto e una buona zuppa di montone mongola non ho mai avuto dubbi. Anni di viaggi, per lavoro e per piacere, sempre a caccia di buoni ristoranti, sempre curioso, hanno fatto il resto."Un libro alla scoperta gastronomica del mondo, tra piatti mitici e veri e propri orrori. Tutto condito dalla levità e dal gusto del racconto dell'appassionato di cucina per eccellenza. Tratto da Le ricette degli altri pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 62.675

Tutti sono nessuno
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Donato, Sergio - Altieri, Sergio

Tutti sono nessuno

Feltrinelli Editore, 30/11/2015

Abstract: "Vento impietoso, neve infinita, gelo inesorabile. Benvenuti nell'inverno eterno. Forse inverno nucleare, forse il risultato terminale di un clima planetario che ha superato una volta per tutte il punto di non ritorno. Sopravvissuti? Erano in pochi e adesso sono sempre meno. Unica fonte di calore rimasta nel morso gelido del crepuscolo dell'uomo? La stessa fonte di calore dell'alba dell'uomo, il legname. O il poco che resta. Legname da tronchi di alberi morti, proveniente da salme di boschi annullati, tutto strangolato da neve in tumuli lividi, letali. E nel mondo dell'inverno eterno, è lì, nel controllo di quelle salme, che abita il potere, potere vero, potere assoluto. A stringerlo nel proprio pugno di ferro e armi d'assalto è Charlotte, giovane imperatrice del ghiaccio, ma soprattutto del fuoco, delle colline indefinite oltre i simulacri che, in un tempo cancellato, erano la città di Sant'Agostino. Semplicemente Sha' per gli amici, pochissimi, e per i nemici, troppi, nell'inverno eterno Charlotte è perfettamente consapevole dell'esiguo peso della vita ma soprattutto dell'immane fardello della morte. È lei e solamente lei a decidere chi avrà il legname e a quale prezzo. Nel suo impero fatto di gelo e tenebra e sangue, c'e posto solamente per il pragmatismo più bieco e più cieco. Almeno fino al momento in cui il calore di un altro essere umano non arriva a incrinare, forse, la sua corazza di ghiaccio. E fino all'attimo in cui un'ennesimo, fin troppo facile assassinio innesca una disperata insurrezione.Una prima prova esplosiva, di un autore che non teme di mostrare la natura (in)umana in questo apologo oscuro, impietoso e, cosa più raggelante di tutte, nel senso più letterale del termine, assolutamente reale." (Alan D. Altieri)Numero di caratteri: 30.852

Piccoli colpi di fortuna
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Piñeiro, Claudia - Cacucci, Pino

Piccoli colpi di fortuna

Feltrinelli Editore, 28/01/2016

Abstract: Dopo vent'anni, una donna torna da dove era andata via. Era fuggita in seguito a una terribile disgrazia. Ma quella che torna è una donna diversa. La sua figura, gli occhi, persino la voce sono diversi. Non porta più neanche lo stesso nome. La riconoscerà chi la conosceva all'epoca? Lui la riconoscerà?Mary Lohan, Marilé Lauría o María Elena Puyol – quella che è, quella che era, quella che è stata a volte – torna nei sobborghi di Buenos Aires dove vent'anni prima si era formata una famiglia e dove aveva vissuto fino a quando aveva deciso di scappare. Ancora non capisce perché ha accettato di tornare a quel passato che si era proposta di dimenticare per sempre. Però, mentre lo capisce, fra incontri attesi e rivelazioni inattese, capirà anche che a volte la vita non è né destino né casualità e che forse il suo ritorno non è altro che un piccolo colpo di fortuna.Claudia Piñeiro sorprende e cattura con questo romanzo acuto e commovente in cui la realtà e l'intimità tessono un ordito serrato nel quale il lettore rimane intrappolato.

Sulla traccia di Nives
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De Luca, Erri

Sulla traccia di Nives

Feltrinelli Editore, 14/01/2016

Abstract: Nives Meroi è un'alpinista delle montagne massime, di Himalaya e Karakorum. Insieme con suo marito Romano Benet forma la più rara e robusta coppia di tutti i tempi in alta quota. Salgono senza bombole di ossigeno, nemmeno di scorta, fino all'ultimo metro che coincide col cielo. Si caricano tutto il peso dell'attrezzatura, dalla tenda al fornello, fino all'ultima notte prima della cima. Intendono scalare con le loro sole forze, per leale confronto con la montagna. I loro traguardi di coppia in alta quota non hanno precedenti. Sono stato con Romano e Nives un paio di volte, allungando i miei passi dietro i loro. Notti, tende, bivacchi: qui sono raccolte le mie conversazioni con Nives, di quelle che si svolgono in posti scomodi e in orari insonni.

La piccola Roque
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Maupassant, Guy de - Allegri, Giuseppe Giovanni

La piccola Roque

Feltrinelli Editore, 30/11/2015

Abstract: "Si fermò, di colpo, come se fosse andato a sbattere contro una sbarra di legno poiché, una decina di passi lì davanti, giaceva, supino, sul muschio, un giovane corpo, completamente nudo. Era una ragazzina di una dozzina d'anni. Cos'era successo? Stava forse dormendo? Poi gli venne in mente che no, non si dorme mica così, completamente nudi, alle sette e mezzo del mattino, sotto il fresco degli alberi. Voleva dire che era morta e, lui, era di fronte a un delitto."L'anima gotica di Maupassant rivive nella nuova traduzione de "La piccola Roque" di Giuseppe Allegri. Un orrendo delitto sconvolge un piccolo paese, insinua in ognuno il dubbio: chi ha ucciso la figlia appena adolescente della Roque? Chi è stato, fra gli amici e i vicini di casa, a compiere quell'atto osceno? Un agghiacciante pretesto per raccontare i torbidi rimescolamenti dell'animo umano.Numero di caratteri: 71.708

Diventare professionisti digitali
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Giansoldati, Davide

Diventare professionisti digitali

Apogeo Education

Abstract: Solo 3 professionisti su 10 utilizzano il web come strumento di auto promozione per crearsi opportunità di crescita e di business. E spesso si tratta di semplici "siti vetrina": statici, uguali a mille altri e ... invisibili ai motori di ricerca! Un'indagine del Censis certifica questo ritardo, che si fa drammatico se consideriamo il microcosmo della libera professione nell'area tecnica. In questo libro Davide Giansoldati, già autore di "Promuovere e raccontare i libri sui Social Network", spiega come i professionisti possono cogliere le opportunità che la rete e i social offrono ad ognuno di loro.

Racconti dal ghetto di Lodz. Gli scritti ritrovati di un adolescente morto ad Auschwitz
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Cytryn, Abram - Sessi, Frediano

Racconti dal ghetto di Lodz. Gli scritti ritrovati di un adolescente morto ad Auschwitz

Marsilio, 14/01/2016

Abstract: Ritrovati a Lodz dopo la guerra, conservati dalla sorella per cinquant'anni, i taccuini di Abram Cytryn, scomparso a 17 anni ad Auschwitz, costituiscono un documento eccezionale e sconvolgente sul ghetto di Lodz, dove Abram ha vissuto dal 1940 al 1944. Vi si descrive la vita quotidiana all'interno dell'universo concentrazionario con una lucidità sorprendente, un forte talento poetico e una frenesia che enfatizza la prossimità della morte. Racconti dal ghetto di Lodz si inserisce a pieno titolo nel solco tracciato da Se questo è un uomo di Primo Levi, dal Diario di Anne Frank e dall'opera di Elie Wiesel, con i quali condivide un'urgenza drammatica: scrivere per non affondare. E perché il mondo sappia.

Il pozzo
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Chanter, Catherine - Arduini, Ada

Il pozzo

Marsilio, 11/02/2016

Abstract: Da tre anni sulla Gran Bretagna non cade una goccia d'acqua. Mentre una prolungata e devastante siccità alimenta cambiamenti politici e sociali, rivoluzioni e nuove religioni, al Pozzo, un podere di campagna rimasto miracolosamente verde, Ruth Ardingly è agli arresti domiciliari nella casa dove per sfuggire alla grande città aveva scelto di trasferirsi con l'uomo che amava. È accusata di avere ucciso suo nipote, Lucien. Un bambino di cinque anni. Tutto intorno la terra è arida e la gente ha sete, solo al Pozzo l'acqua non manca. Ma quel giardino rigoglioso ha reso il mondo al di fuori sospettoso, e ben presto l'angolo di paradiso che doveva rappresentare l'inizio di una nuova vita diventa per Ruth una prigione. Tre sorveglianti controllano e registrano ogni suo gesto, disponendo del suo presente. A Ruth non rimane che il passato da ricostruire. E un terribile sospetto: potrebbe davvero essere stata lei a uccidere Lucien? Nel suo intenso thriller psicologico, Catherine Chanter immagina un mondo in cui le bizzarrie del clima scatenano negli uomini le reazioni più disperate e vili, lasciando spazio all'invidia e ai fanatismi di religioni fasulle. Sullo sfondo di uno scenario talvolta apocalittico, ma allo stesso tempo molto credibile e realistico, pagina dopo pagina seguiamo la ricostruzione di un omicidio insensato, mentre l'idillio sempre più assume le sembianze di un incubo. Con uno stile grandioso e una costruzione quasi diabolica, Il Pozzo affronta le paure del nostro tempo distillandole nella storia di una donna che in una situazione estrema si batte per ciò che ama.

La seconda vita di Anders Hill
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Thompson, Ted

La seconda vita di Anders Hill

Bollati Boringhieri, 14/01/2016

Abstract: Alle soglie dei sessant'anni, Anders Hill, consulente finanziario di successo, proprietario di una bella casa in un quartiere residenziale di lusso, sposato e padre, decide di cambiare vita. Va in pensione anticipata, divorzia, e si trova improvvisamente ad avere molto tempo e pochi denari a disposizione. Ma senza l'identità sicura che si è costruito a fatica, senza la presenza rassicurante di una moglie di lunga data, Anders riapre ferite mai rimarginate... Sotto il microscopio attivato dalla scrittura brillante di Thompson, la vita nei quartieri residenziali di lusso viene vivisezionata senza pietà: ipocrisie, tradimenti coniugali e non, rivalità sociali, indifferenza verso i problemi dei figli. Lo stesso accade all'ambiente delle banche e delle finanziarie protagoniste del boom dei decenni passati, quelle che hanno portato alla crisi che stiamo vivendo. Thompson è maestro nell'alleggerire il racconto di questa America spietata con una vena sottile di ironia, spesso di comicità, che accompagna il lettore fino all'imprevedibile scelta finale del "nuovo" Anders.

Le città bianche
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Roth, Joseph

Le città bianche

Adelphi, 07/01/2016

Abstract: Per tre mesi, fra il settembre e il novembre 1925, Roth vagabondò per il Sud della Francia. Quel viaggio fu accompagnato, per lui, da un senso di liberazione: a trent'anni scopriva le "città bianche" della Provenza, che aveva sognato durante una grigia infanzia. E al tempo stesso sentiva allontanarsi ogni oppressiva germanicità. Sperimentava un nuovo modo di respirare: "Ho guadagnato la libertà di passeggiare, tra signore e signori, tra cantanti di strada e mendicanti, con le mani nelle tasche dei calzoni, una contromarca di guardaroba appuntata sul cappello e un ombrello rotto in mano". Il Sud che si schiudeva ai suoi occhi, con i suoi tre colori fondamentali – "la pietra bianca, il cielo blu, il verde scuro dei giardini" –, sembrava ancora ignaro "delle valanghe che lentamente rotolano verso di noi". Così nacquero queste pagine, tra le più felici di tutto Roth. Felici per l'euforia da cui emanano, e felici anche per lo stile mirabilmente terso e sinuoso. Roth s'inoltrò nel Sud della Francia come nell'"infanzia dell'Europa", dove erano confluite "le più disparate linfe vitali" senza perdere nulla della loro peculiarità. Quel passato e quella natura gli apparvero come la prefigurazione dell'unico avvenire in cui avrebbe voluto vivere. Lasciando il paese luminoso che fino a pochi giorni prima gli era ignoto e dove ora si sentiva già "a casa propria", Roth sapeva di portare "con sé ciò che di più prezioso una patria può donare: la nostalgia".Questo libro è apparso postumo, nel 1956, con il titolo "Im mittäglichen Frankreich", e solo nel 1976 in una nuova più completa edizione che si basa su un manoscritto corretto dall'autore e reca il nuovo titolo "Die weissen Städte". In esso Roth rielabora e amplia notevolmente i reportages da Lione, Nîmes, Vienne, Tournon e Marsiglia apparsi sulla "Frankfurter Zeitung" nell'autunno del 1925, e aggiunge i capitoli su Avignone, Les Baux, Arles, Tarascona e Beaucaire.

La ribellione
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Roth, Joseph

La ribellione

Adelphi, 07/01/2016

Abstract: Fra tutti i romanzi di Joseph Roth, "La ribellione" (1924) è forse il più aspro e sconsolato. Siamo qui immersi nell'atmosfera torbida degli anni di Weimar. Andreas Pum, il protagonista, è un mutilato di guerra che ancora crede nell'ordine del mondo e degli uomini e sogna di gestire una rivendita di francobolli. Ma la sorte, dietro cui si maschera l'oppressione senza scampo esercitata dalla società, lo trasforma a poco a poco in un capro espiatorio, in un Giobbe inerme, costretto a riconoscere l'onnipresenza del male. È questo un estremo delle oscillazioni di Roth, al cui altro capo troveremo, alla fine, l'aura di grazia sovrana che investe "La leggenda del santo bevitore". Ma i due estremi sono compresenti in tutta la sua opera, e ciascuno dà la forza all'altro.

Perla del deserto
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Steil, Jennifer

Perla del deserto

Rizzoli, 14/01/2016

Abstract: Miranda, pittrice surrealista americana, vive da anni in Mazrooq, paese immaginario del Medio Oriente, dove si è trasferita quasi per gioco da Seattle. Conquistata dal luogo e dal suo popolo ha dato vita a una scuola di disegno per un gruppo di donne musulmane. Un giorno, nella medina della città, questa trentenne selvatica e coraggiosa incontra Finn, l'ambasciatore inglese, ed è l'amore a prima vista che cambia la vita. Miranda è così accolta nella gabbia dorata della rappresentanza diplomatica: l'ambasciata è bellissima, luogo di privilegi immenso e perfetto dove potersi dedicare totalmente alla pittura, ma è anche un mondo di divieti, convenzioni, etichette ferree, costante sorveglianza. Col tempo, rinunciare alla libertà per amore di Finn le pesa meno, soprattutto dopo la nascita della piccola Cressida. Quel che però Miranda non immagina è che quella poca libertà che le è rimasta stia per svanire del tutto: rapita durante un'escursione con due amiche, viene segregata in un accampamento piantato tra colline aride e isolate, sotto la sorveglianza di un gruppo di ribelli. Sarà la comparsa di una piccola orfana a ribaltare ogni ruolo: da prigioniera a madre adottiva, Mira cercherà un nuovo senso al proprio dolore. Nato dall'esperienza di vita dell'autrice, Perla del deserto è un romanzo trascinante, costruito su un fitto gioco di flashback e cambi di prospettiva, che offre un punto di vista femminile sul Medio Oriente e sui rapporti con l'Occidente, mentre sullo sfondo si susseguono gli scenari suggestivi del mondo arabo e dei suoi contrasti.